Videofonini
Ancora sorrido (ma ci sarebbe da piangere) alla frase di Mr B. e dei due telefonini.
Ma oggi, parlando di videofonini più che di telefonini, mi è capitato di assistere ad una scena che mi va di condividere in questo strano spazio.
Approfittando di queste giornate di riposo stamane sono andata in giro con mio padre. Una bella passeggiata, una sosta da Gambrinus, un pò di shopping.
Vedo in una vetrina un paio di scarpe da ginnastica che cercavo da un bel pò ed entriamo.
Scelgo, misuro, decido di acquistare. Tutto regolare. Vado a fare la fila alla cassa quando vedo un signore sui 45 anni giochicciare con un videofonino tutto soddisfatto di se stesso (o dell'oggetto, non so, a volte la propria soddisfazione si misura dagli oggetti in proprio possesso - secondo alcuni). D'un tratto dirige la videocamera verso un paio di scarpe e dice ad alta voce: "ti piace questo modello? lo vedi?" e di rimando risponde un'altra voce, con ogni probabilità la figlia, che attraverso il microfono viva-voce ci fa sapere che le piace ma non era proprio quello che stava cercando. L'ottima risposta dell'individuo è stata "te ne faccio vedere altri modelli?".
Dire che mi sono stupita sarebbe troppo, ma di sicuro ho pensato che il tizio è un pò tocco. Vabbè, anche la figlia non sta tanto bene, a mio avviso.
Alcune considerazioni che mi sono venute in mente istintivamente:
- non poteva andare la ragazza a comprarsi il paio di scarpe? Forse stava troppo impegnata a studiare (pensando al boyfriend, però, magari)?
- se lei avesse detto "si, sono queste" cosa faceva, il papi? Le comprava? Senza farle misurare? E poi se non andavano bene tornava a farsele cambiare?
- visto che non mi importa un accidenti di cosa fa quest'uomo e di cosa fa la figlia, perchè ci sto pensando?
A quest'ultima domanda mi sono data una risposta molto semplice. Ci sto pensando perchè a volte, vedendo certe cose, resto metà allibita, metà delusa.
Viva il telefonino, la sua comodità. Viva il videofonino, la sua comodità. Ma ci sono certe cose, certi standard, certi "limiti" di utilizzo di queste e altre apparecchiature elettroniche oltre i quali l'uso diventa distorto.
Mi fanno ridere certe promozioni sui videofonini 3 "così vedo "Vivere" sul videofonino!"
"Azz! Come si potrebbe mai fare senza, accidenti!!!" penso tristemente.
La verità è che chi si comporta in questo modo o è particolarmente giocherellone (ipotesi che spero) o semplicemente si tratta di qualcuno che sta sostituendo il superfluo con l'essenziale (come diceva Oscar Wilde).
Penso a quest'uomo e mi domando "ma cosa avrà fatto, il 12 e il 13 giugno?".
Non si può mai generalizzare, ma credo proprio che al 95% è andato al mare (4% era in altre faccende affaccendato, 1% è andato a votare al referendum).
E cosa ne pensa del fatto che, circa la condanna a Marcello Dell'Utri, Berlusconi è ancora maledettamente al suo posto, nonostante è stato scritto che Dell'Utri era il tramite tra la mafia e Berlusconi?
Circa gli attentati di Londra, ha letto la storia di come i quattro ragazzi si sono separati, ognuno con il proprio zaino della morte in spalla, e uno di loro si è diretto verso la Circle Line, linea della metropolitana londinese che l'estate scorsa ho percorso mille volte nel mio viaggio a Londra?
Rifletto su queste cose e provo un pò di tristezza.
E a proposito di quest'ultimo accadimento: sono rimasta sconcertata quando ho visto sul sito di Repubblica alcune foto scattate con i cellulari all'interno dei vagoni nelle fasi del deragliamento dei treni metropolitani...
Sinceramente credo che in quei momenti a tutto penserei, forse principalmente a salvare la pellaccia, piuttosto che estrarre un telefonino dalla tasca, ma a questo punto le domande non me le pongo più, continuo a non capire, e finisce lì.
Ad ogni modo, tornando all'uomo-padre di cui sopra, e al suo videofonino, dedico un pensiero al mio papà, che oggi compie gli anni, che con amore e pazienza smisurata mi ha dato un'educazione per la quale sono qui (anche qui) a ringraziarlo.
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